LA TUNISIA

Il primo viaggio che faccio senza mio marito, tra l'altro contrario, lo faccio apposta in Tunisia.
Negli ultimi anni sono andata spesso a sciare da sola, ho fatto delle amicizie e gli uomini che ho conosciuto impazziscono per la mia verve e personalita'.
Non solo, nonostante i miei due figli, ammirano il mio corpo da negra: capelli neri, lunghi fino alle spalle e mossi, occhi e pelle scuri, terza di seno con capezzoli scurissimi, il mio culo si e' fatto abbondante ma questo lo rende piu' appetibile, le gambe sono sempre state un mio punto d'orgoglio.
Sono per le vie di Hammamet ed un vestitino nero senza maniche, sagomato sulle mie forme e con minigonna, mi fascia mentre passeggio nel suk, il mercato tipico pervaso dagli odori forti di spezie, insieme a mia sorella.
Ci sediamo a gustare un sorbetto di limone.
Il caldo e' intenso, la mia pelle e' imperlata di sudore.
Vedo due ragazzi tunisini, entrambi mori, asciutto il primo, grosso ed insolitamente muscoloso il secondo, che ci indicano, ridacchiano e fanno gesti osceni, mimando il rapporto sessuale ed orale.
In preda alla rabbia mi alzo e mi avvicino, non sono tipa da mettersi in soggezione: "Piantatela di fare gli stronzi".
I due parlano italiano, male ma lo parlano, il più grosso dice: "Hai carattere, italiana, ma non volevamo offendere ne' te ne' tua sorella, stavamo dicendo che ci piacerebbe fottervi tutte e due. Io sono Malik, il miglior scopatore della zona, amo le italiane come te".
La mia liberta' di decidere mi eccita, lo provoco: "Ho preso un sacco di cazzi, non sei il primo, sei sicuro di valere quello che dici?".
Lui mi afferra la testa, mi parla minaccioso: "Sei tu sicura di poter reggere a tutto quello che ti farò? Ti farò godere fino a chiedermi pietà".
"Vediamo" rispondo sicura.
Ci accompagnano in una grande casa africana, muri gialli e tende porpora, nella penombra ci sono altri due (di cui uno rasato e con un grosso orecchino) che ci aspettano.
Hanno in mano coltelli ed altre lame.
Quello rasato, con una spessa cicatrice sul volto maschio, sembra il capo, parla volutamente italiano con accento francese ed ordina: "Separatele".
Mia sorella grida: "no, voglio restare con lei".
Io le dico: "stai calma, non ti faranno niente".
"Infatti", mi risponde Malik, "useremo lei solo dopo aver usato te, sei tu quella da domare".
"Vaffanculo" gli grido, per tutta risposta mi bendano, mi spogliano completamente, mi mettono addosso un lungo velo rosso trasparente, catene ai polsi dietro la schiena, un collare con catena al collo.
Resto nella penombra per ore.
Poi entrano in tre, più il capo, in mano una frusta di cuoio.
Si avvicina, gli altri sono nudi, lui ha uno straccio che nasconde il sesso.
Parlano concitatamente fra di loro nella loro lingua, poi vengo fatta girare di scatto, le mani vengono fissate ad una robusta barra di legno.
Uno dei servitori nudi mi solleva la veste, il culo nudo è all'aria.
Con gli occhi che gli brillano di malvagità, il capo comincia a battere e battere ancora.
Resisto ai primi tre colpi, mordendomi le labbra, lui colpisce più forte su culo e schiena, io grido, intorno a me voci eccitate, incitamenti, risolini isterici.
Dopo una ventina di frustate, il capo si gira verso Malik e gli ordina qualcosa.
Lui è già pronto, nudo, riesco a vedere un enorme cazzo scuro, sui 27 centimetri, gli altri mi tengono ferma, le sue mani sono sulle mie natiche insanguinate, comincia ad incularmi.
Il mio culo è vergine ed il dolore è tremendo, tento di non dare a questi bastardi soddisfazioni, ma mentre Malik mi apre, l'urlo soffocato assomiglia ad un ringhio ferito, eccitando tutti gli altri.
Poi comincia lo spettacolo: sento i suoi grandi colpi, le palle che sbattono contro le chiappe, mentre mi strizza i capezzoli turgidi, mena grandi colpi, grondandomi il sudore addosso.
Si inarca ad ogni botta, sempre più veloce e profondo, poi comincia a venire ed io con lui, gemo come una bestia in calore, a denti stretti.
Mentre viene mi lecca le ferite della frusta sulla schiena, sento i getti di sperma nel culo, urlo anche io con le gambe che tremano.
Non è finita.
Il capo mi parla, mentre il seme di Malik mi scivola per le cosce: "Hai orgoglio, straniera, e sai dare piacere. I miei uomini ne vogliono ancora, dovrai farne godere tre, se non vuoi finire con la gola tagliata" e mi avvicina un machete alla gola.
Esausta ma eccitata, rispondo: "vi faccio venire tutti, non siete altro che cazzi da usare".
Mi levano quel che resta della veste, sono totalmente nuda e alla loro mercé: uno di loro si sdraia, mi metto il suo cazzo dentro, comincio a cavalcarlo, lo sento che geme, trema, mi sento afferrare per i capelli, non li distinguo più ormai, solo sagome ed i loro odori di cattiveria e sesso umido.
Un secondo mi tira i capelli e mi mette un altro cazzo in bocca, entra fino alle palle, sento odore di muschio e zenzero, sto sballando, il mondo scompare e restiamo solo noi, la troia ed i suoi maschi.
Succhio e spingo, mentre loro mi toccano, mi leccano, mi baciano, ed ecco il gran finale: un altro cazzo in culo, forse quello del ragazzino del suk, il dolore è atroce ma continuo a godere con tre uomini dentro.
E' arrivato il momento del capo, con un gesto li fa fermare: "Guardami, donna".
Si spoglia rivelando un corpo segnato da ferite, con un enorme cazzo (30 centimentri almeno) gonfio, parla ancora: "Ora ti possiederò con una spada doppia".
Gli altri tre riprendono a muoversi, menando gran colpi, lui è dietro il ragazzino che mi incula, lo penetra, lui geme con il cazzo più duro, spinge, ora sono in due a spingermi da dietro, sempre più forte, sempre di più, sono fuori di testa ed urlo forte mentre tutti e quattro vengono in bocca, nel culo, nella figa infiammata.
E' ormai notte ed io sono coperta di seme, sudore e sangue.
Allora fanno entrare mia sorella, nuda, magra con il seno piccolo, molto diversa da me, spaurita.
Lei, così giovane, è tutta per il capo.
Lui prende un laccio di stoffa nera, la fa sdraiare e la incula, stringendole il collo con il laccio.
Lo spettacolo è selvaggio, lei soffoca e gode, lui le viene in culo, per me è troppo, svengo...

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