ANNUNCIO EROTICO

Alice sfoglia le pagine di "Sesso di mano".
Il periodico e' uno dei numerosi tabloid a distribuzione gratuita che si trovano nei bar e supermercati.
Ma cio' che lo rende diverso da tutti gli altri e' che pubblica esclusivamente annunci di relazioni sociali e messaggi personali.
Immersa nella lettura non si avvede che sul monoscopio della tivu' sono comparse le prime immagini di Beautiful.
Le note della sigla televisiva attirano il suo interesse distogliendola dalla lettura.
Sullo schermo Brooke e Ridge discutono animatamente con papa' Forrester.
Alice depone il periodico sul tavolino dinanzi a lei e, con una certa apprensione, segue senza distrarsi i dialoghi, stregata dalle parole che si scambiano i protagonisti della storia.
Gli affari di cuore di cui il serial televisivo e' permeato concorrono a darle un po' di gioia attutendo, in parte, il grigiore delle giornate che trascorrono uguali, senza novita'.
Alice ha trascorso parte della giovinezza e la maggiore eta', immedesimandosi nei personaggi femminili del serial televisivo.
Gongolando dei loro amori, esaltandosi per le infedelta' e gli inganni.
A un personaggio è particolarmente legata: Sally Spectra.
Fra le donne del cast e' quella che fisicamente piu' le rassomiglia e ama identificarsi.
Alice ha compiuto da poco trent'anni.
Di lei la gente dice che e' una donna gentile, garbata, simpatica, ma cio' che la rende diversa dalle altre donne e' l'enorme mole del suo corpo.
Lo strato adiposo che le ricopre lo scheletro la fa assomigliare ad una balenottera.
Il suo peso si aggira intorno ai centottanta chili e le impedisce una normale vita di relazione.
Da bambina era derisa dai coetanei che, prendendo a pretesto le forme del suo corpo, si burlavano di lei.
Conseguita con successo la licenza di scuola media inferiore, la madre aveva preferito tenerla a casa, accanto a se', insegnandole l'arte del cucito e del ricamo.
Particolarmente dotata, per questo tipo di lavoro, ha acquisito una notevole esperienza, fino a diventare un'abile artigiana del lavoro a maglia.
Le immagini del serial televisivo scorrono sullo schermo intervallate da spot pubblicitari.
Alice, rapita dalla storia, non distoglie nemmeno per un attimo lo sguardo dal monoscopio.
Intinge con avidita' le dita nel barattolo di crema di nocciola che tiene stretto nella mano e segue con attenzione l'evolversi della storia.
- Mamma! Mamma! - strilla nel momento in cui il serial e' interrotto dalla pubblicita'.
- Si, tesoro... hai bisogno? - risponde l'anziana madre affacciandosi allo stipite della porta del salotto.
- Ti spiace portarmi un altro vaso di nutella?
- Ma, Alice! Siamo alla prima interruzione pubblicitaria e gia' ti sei divorata una confezione! Tesoro, non credi di esagerare?
- Uffa! Dai mamma. Fai presto. Mica posso perdere la scena in cui Ridge si riconcilia con Brooke.
Nel momento in cui le immagini del serial ricompaiono sullo schermo la madre fa ritorno nella stanza.
Distrattamente Alice afferra il vasetto di nutella, intinge con rinnovata avidita' le dita nel vaso di vetro e prosegue nella visione del serial.
La sigla di chiusura pone fine alla puntata.
Alice sfila dall'incavo delle mammelle un fazzoletto di cotone e asciuga le lacrime che copiose fanno capolino dai suoi occhi.
- Passerottino, cosa c'è da piangere? - Sussurra la madre.
- Ridge e' un cretino, ma chi si crede d'essere. Fare soffrire così Brooke... Paghera' cara quest'ostinata insensibilita'.
- Gli uomini sono tutti uguali! Prima ti seducono poi, dopo che hanno inzuppato il biscottino, non si fanno piu' vedere. Proprio come ha fatto tuo padre con me, quel porco!
- Siamo alle solite mamma. Ogni volta che parliamo di uomini tiri sempre in ballo papa'. Basta! Rompi.
- Certe cose le capirai quando t'innamorerai.
Alice lascia che la madre termini il soliloquio.
Una volta che l'anziana donna e' uscita dalla stanza asporta con la lingua le tracce di crema di nocciola che le ricoprono le dita.
Ultimata la pulizia prende dal tavolo "Sesso di mano" e inizia a leggere gli annunci.
Alice e' vergine.
Nessun uomo ha fatto all'amore con lei.
Le uniche esperienze di sesso le ha avute da bambina.
Protagonisti erano stati i coetanei di gioco.
Alice usava barattare la vista della passerina e qualche timido bacio in cambio di dolci e caramelle.
Da allora non ha avuto alcun contatto con l'altro sesso.
Forse e' questa la ragione che l'ha indotta a effettuare un'inserzione su "Sesso di mano".
Alice sfoglia con impazienza le pagine del periodico concentrandosi sull'intestazione delle varie rubriche.
Finalmente scova "Le pagine del cuore".
A fatica riesce a contenere l'ansia che ha addosso.
L'indice della mano striscia sulla carta stampata e si sofferma sui titoli in grassetto, infine indugia sopra un annuncio: il suo.
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    GROSSA MUCCA CERCA...
     ...................................
     ...................................

 


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Rilegge piu' volte l'inserzione compiacendosi della peculiarita' del messaggio, dopodiche' da' una scorsa alla locandina che sta a pie' pagina:
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       LASCIATE UN MESSAGGIO VOCALE
   Vi risponderà una segreteria computerizzata attiva 24 ore.
   Seguite le istruzioni e digitate il numero di casella vocale
   che contraddistingue l'annuncio a cui volete rispondere.
   Dopo tocca a voi. Dettate il vostro messaggio, ricordandovi
   di lasciare un recapito al quale farvi contattare. Il messaggio
   e' ascoltato solo dall'inserzionista.  
      



Il suo messaggio compare da due mesi sulle pagine del periodico, ma nessuno ha mai risposto all'annuncio.
Digita sulla tastiera del cellulare il numero della segreteria telefonica di "Sesso di mano" e resta in attesa per verificare la presenza di eventuali messaggi.
La voce di un uomo, preceduta dal segnale di attivazione della segreteria, le giunge inaspettata.
- Ciao! Sono Giuseppe. Ho letto con interesse il tuo annuncio. Molto particolare direi. Se sei d'accordo potremmo vederci sabato pomeriggio, alle quattro, davanti alla fermata del métro di Piazza Castello. Dalla descrizione che hai fatto di te penso che non avro' difficolta' a individuarti.
Se la mia proposta non ti e' gradita puoi lasciare un SMS al mio cellulare.
Il numero è: 348.XXX.XXX -
Sbalordita dai modi decisi dello sconosciuto, digita ancora una volta il numero della segreteria di "Sesso di mano".
Dopo interminabili secondi, in cui il cuore sembra uscirle dal petto, il silenzio e' interrotto dalla voce dell'uomo che giunge liberatoria e ripete lo stesso messaggio.
Per tutta la giornata, fino a poco prima d'addormentarsi, Alice ripete infinite volte il numero di telefono, prestando attenzione al timbro di voce dell'uomo.
L'inflessione del suono sembra appartenere a una persona adulta, ma cio' che piu' la fa felice e' la disponibilita' dello sconosciuto nel volere soddisfare la fantasia erotica che e' ben descritta nell'annuncio.
La settimana che la separa dall'appuntamento trascorre tranquilla, senza sorprese.
Infine giunge sabato.
Dal primo mattino Alice inizia i preparativi.
Indecisa sul tipo di abito che dovra' indossare, estrae dall'armadio una decina di abiti e li appoggia sul letto.
Dopo un'infinita' di prove ne sceglie uno di raso, di colore bianco, con stampigliati raffinati fiori dai disegni vivaci.
Alice osserva la sua immagine riflessa nello specchio e si compiace della scelta dell'abito che nelle sue intenzioni dovrebbe conferirle un aspetto da adolescente.
Dal cassetto del como' estrae un intimo di colore nero che lei stessa ha cucito e lo depone sul copriletto, separando i mutandoni dal reggiseno, dopodiche' entra nel box della doccia.
Regola il flusso dell'acqua e lascia che il liquido le accarezzi il corpo ammorbidendone i pori della pelle.
Il box della doccia e' diverso da quelli in commercio.
E' stato modificato nel tempo adeguandolo alle dimensioni del giovane corpo della ragazza.
Ora occupa per intero un lato della camera da bagno.
Il sapone neutro scivola fra le pieghe della pelle e ne asporta le tracce di sudore.
Alice solleva una delle flaccide mammelle.
Avvicina il capezzolo alle labbra e lo succhia.
Non paga di tanto diletto, ripete la stessa operazione con l'altra mammella.
L'azione dura solo pochi minuti, sufficienti a donarle alcuni attimi di piacere.
Quando esce dal bagno infila l'intimo di raso e va a sedersi dinanzi alla specchiera.
Scruta con attenzione l'immagine del proprio volto riflessa nel vetro, alla ricerca di qualche piccola imperfezione della cute.
Deterge un batuffolo di cotone nel vasetto di olio vegetale e si cosparge la pelle di quel liquido, dando inizio al maquillage.
L'operazione di ritocco l'impegna per una buona mezz'ora.
L'ultimo atto la vede prendersi cura dei capelli, folti e arricciati di cui va particolarmente fiera.
Alle due del pomeriggio, dopo essersi spruzzata alcune gocce di profumo nell'incavo fra le mammelle e dietro i lobi delle orecchie, esce da casa.
Il tragitto che la separa dalla fermata del métro e' breve.
Inserisce il tagliando nella macchinetta di convalida, poi in corrispondenza della barriera di accesso si mette di traverso col corpo in modo da facilitarne il transito.
Alice e' abituata superare ogni tipo di barriere architettoniche che si frappongono fra lei e il normale vivere quotidiano.
Talune sono insormontabili come l'andare al cinema.
L'ultima volta che ci ha messo piede e' stato da bambina.
A quel tempo frequentava la sala cinematografica dell'oratorio.
Li' non c'erano poltroncine ma solo comode panche.
La carrozza del convoglio su cui ha preso posto la trasporta fino alla fermata di Piazza Castello.
Quando giunge sul posto è in anticipo di quindici minuti sull'ora dell'appuntamento.
Decide di impiegare il tempo soffermandosi a guardare le vetrine dei negozi di abbigliamento che in grande numero si affacciano su Via Dante.
Alle quattro in punto prende posizione dinanzi la ringhiera prospiciente l'ingresso della fermata della metropolitana.
- Petra?
- Si? - risponde lei girandosi verso l'uomo che le ha rivolto la domanda.
- Ciao! Sono Giuseppe. Quello dell'appuntamento.
- Ah! Ciao! Piacere di conoscerti - Alice pronuncia la frase senza scomporsi, porgendogli la mano in segno di saluto.
Lui la stringe lasciandosi sfuggire un timido sorriso che agli occhi di Alice pare essere di gradimento.
- Che dici. Andiamo a consumare un caffe' al bar qui all'angolo?
- Si... certo. Mi sta bene - risponde Alice.
La caffetteria e' arredata in stile bohemien come tante altre che pullulano nel centro storico della citta'.
Prendono posto in un séparé.
Quando la cameriera si avvicina l'uomo ordina due caffe'.
- Bella giornata - esclama lui, togliendola dall'imbarazzo.
- Si, direi proprio di si.
- A proposito... bello il tuo nome.
- Si certo. Petra è un nome che adoro. E' una delle poche cose belle che ho - menti'.
- Anche il tuo mi piace. Ha il fascino dell'antico.
Mentre pronuncia queste parole, Alice scruta i lineamenti del viso dell'uomo, conscia che la conoscenza di quella persona sara' limitata a cio' che andranno a consumare.
L'uomo, sulla quarantina d'anni, indossa un completo in lino di colore nocciola.
Nonostante la calura, porta una graziosa cravatta a strisce giallo blu.
I capelli, leggermente brizzolati, con la riga da un lato, gli conferiscono un aspetto distinto.
- Beh! Allora sei decisa?
- Si, credo di si.
- Andiamo allora! Ho un piccolo appartamento al terzo piano di uno degli edifici che circondano la piazza, ti spiace se andiamo li'?
- No, mi sta bene.
Alice, forse perché un poco allarmata, vorrebbe soffermarsi ancora qualche istante, ma quando l'uomo si alza lo segue senza indugio.
Attraversano la strada in silenzio, l'una di fianco all'altro, senza scambiarsi alcuna parola.
Giunti dinanzi a un elegante edificio in stile ottocento, Giuseppe toglie dalla tasca un mazzo di chiavi e sospinge il portone.
Un largo androne, arredato con fioriere, immette a due rampe di scale nobili.
Lui la precede incamminandosi verso quella alla loro destra.
- Vuoi che prendiamo l'ascensore?
- Magari!
- Aspetta. Ora lo chiamo.
L'uomo pigia il bottone di chiamata.
Dopo pochi istanti la cabina mobile si ferma dinanzi a loro.
Lo scompartimento si apre.
A fatica Alice s'infila dentro.
- Forse e' meglio che salga a piedi. Non credo ci sia posto per due.
- Si... credo che tu abbia ragione - risponde Alice imbarazzata.
- Premi il pulsante del terzo piano. Ti raggiungo li'.
Giuseppe sale di corsa la rampa della scala aiutandosi con lo scorri mano.
Quando Alice sta per uscire dal vano dell'ascensore l'uomo e' li', ad aspettarla nel pianerottolo.
- Vieni, accomodati - le sussurra con voce trafelata, indicando la porta di un elegante appartamento.
Alice, disorientata, si avvicina all'uscio.
Stranamente l'abitazione e' priva di una qualsiasi targa o insegna che attesti l'identita' dell'inquilino e questo la mette in apprensione.
Nell'attimo in cui l'uomo infila la chiave nella serratura Alice, che ha perduto la sua proverbiale serenita', e' colta dal panico.
Le gambe le tremano.
Anche la voce sembra non volerle uscire dalle labbra.
E' il momento della verita'.
L'occasione che aspettava da tanto tempo.
Quella che le permettera' di realizzare la sua fantasia erotica.
L'uomo, con un gesto della mano, la rassicura e le fa cenno di entrare, poi dopo che lei ha varcato la soglia chiude la porta dietro di se'.
Quando esce dall'appartamento le lancette dell'orologio che porta al polso segnano le 18.00.
Il traffico nella strada e' caotico.
Attraversa le strisce pedonali e si dirige verso l'ingresso della metropolitana.
Una folla di persone si accalca dinanzi la biglietteria.
Alice inserisce alcune monete in uno dei distributori automatici e ritira il tagliando.
Prima di dirigersi alle rampe della stazione di partenza, raccoglie da uno dei contenitori delle riviste gratuite l'ultimo numero di "Sesso di mano" e lo inserisce sotto l'ascella.
Infila il biglietto nella macchina per la convalida.
Si pone col corpo di traverso e supera la barriera metallica.
Quando giunge la motrice con le carrozze Alice trova posto a sedere occupando tre seggiolini.
Inizia a sfogliare le pagine del giornale e osserva con attenzione le inserzioni delle "Pagine del cuore", finalmente trova la sua.
Toglie dalla borsetta il cellulare, digita il numero della segreteria telefonica di "Sesso di mano" e resta in attesa.
Nessun messaggio!
Appoggia la testa all'indietro sulla carrozza e socchiude gli occhi.

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