AMICIZIA INTIMA

Dopo i tempi delle superiori io e la mia amica non ci eravamo persi di vista, anzi, il nostro rapporto si era rafforzato.
Gli anni erano passati e, nonostante ci sentissimo di frequente, erano rare le occasioni in cui riuscivamo ad incontrarci a causa degli impegni di lavoro.
Ultimamente avevo cominciato a vederla sotto un altro aspetto: era cambiata, migliorata, il suo corpo era più formoso e femminile e mi sentivo ogni giorno sempre di più attratto da lei.
Più volte ho cercato di lanciarmi, ma i miei tentativi sono sempre stati vani.
La mia pretesa non era quella di un rapporto vero e proprio per arrivare infine alla penetrazione.
No, a questo non avevo mai pensato, ma avrei voluto fare con lei quei giochi, soddisfare quelle fantasie erotiche che fra due amici riescono bene.
Anzi, penso che aiutino a migliorare la visione del sesso rendendolo più interessante, aiutandoti ad uscire da questi canoni assurdi che la società di oggi impone rendendo schiave le persone di una volontà non propria, frustrandoli e togliendogli i piaceri più belli della vita.
Comunque sia, arrivò uno dei tanti sabato pomeriggio in cui la mia amica veniva a trovarmi, e colsi subito l'occasione per invitarla una sera a cena.
Non ero sicuro che accettasse, ma mi convinsi a chiederglielo ugualmente.
Mia moglie era molto gelosa e se avesse scoperto che ero uscito con un'amica sarebbe successo il finimondo.
Rischiai lo stesso e venerdì sera, puntuali, ci incontrammo nel luogo dell'appuntamento.
Entrammo, l'aiutai a togliersi la giacca e la feci accomodare.
Rimasi sbalordito, indossava una camicetta di seta semi-trasparente sbottonata al punto giusto, una minigonna nera con spacco laterale che lasciava vedere le curve armoniose delle sue gambe....
E poi quel suo portamento, quel modo di porsi in quella stanza e la sua figura mi inebriavano come non mai.
Solo a guardarla ero eccitato, era estremamente attraente e quel giorno tutte le mie convinzioni e le mie certezze ebbero finalmente riscontro.
Bevemmo un aperitivo e cominciammo a mangiare.
Ad un certo punto una sua mossa inaspettata mi lasciò di stucco...
Sentivo sotto il tavolo il dorso del suo piede accarezzarmi la caviglia, poi la gamba ed infine salire piano piano fino al membro.
Non mi importava di quello che potesse pensare la gente o se poteva vederci.
Era la mia occasione, finalmente ero riuscito ad uscire con lei e non avrei perso questa opportunità per nessuna ragione al mondo.
Finimmo di mangiare e lei senza indugi mi propose di passare il resto della serata a casa sua.....
Eccitati e strafelici ci avviammo verso casa.
Arrivammo e lasciai le luci spente per creare un po’ di atmosfera facendo in modo che le luci delle candele creassero delle zone di penombra nella stanza, rendendo l'ambiente adatto alla situazione.
Tolsi la giacca alla mia amica e cominciai a spogliarla.
Mi misi dietro di lei e cominciai a baciarle il collo, l'orecchio e poi ancora il collo, fermandomi e riprendendo nuovamente.
Nel frattempo, piano piano, le sbottonavo la camicetta.
Arrivai alla sua bocca e cominciai a baciarla mentre con le mani le toccavo il seno, sentendo i suoi capezzoli inturgidirsi al mio tocco.
Le tolsi la camicetta e le sbottonai la gonna aprendole la cerniera.
Mi abbassai con la testa all'altezza dei glutei, le tolsi la gonna e, lentamente, cominciai a sfilarle le calze e le mutandine.
Da quella posizione aprii leggermente il solco dei glutei e cominciai a leccare per tutta la lunghezza soffermandomi nell'ano e continuando sempre nella stessa direzione.
Con la lingua cominciai a salire leccando e baciando ogni vertebra del suo corpo e della schiena fino ad arrivare al collo dove l'impeto dell'eccitazione mi faceva accanire non poco.
Non riuscivo a controllarmi, l'eccitazione era troppa e volevo sfogarmi.
Mi sedetti su una sedia, la feci avvicinare a me in modo da avere i suoi capezzoli all'altezza della bocca e con le mani cominciai ad accarezzarle delicatamente l'interno coscia mentre con la bocca le leccavo il seno, mordendo e strapazzando con la lingua i suoi capezzoli.
Era già eccitata, l'interno coscia era già bagnato dei suoi umori e quell'odore mi inebriava, avrei voluto farla distendere in modo da aprirle le gambe e cominciare a leccargliela come un forsennato.
La tentazione era forte ma preferivo aspettare per gustare alla fine e con calma questo piatto speciale.
Salendo con le mani le introdussi un dito in vagina e subito andai a cercare il clitoride per masturbarlo.
La vagina accolse bene il mio dito che, dentro, si muoveva senza alcuna resistenza.
A questo punto lo estrassi e passai una parte degli umori sul capezzolo mentre la restante la misi in bocca e cominciai a leccarlo.
Mi avventai nuovamente sulla vagina ma questa volta con due e poi con tre dita.
L'eccitazione si vedeva e gli umori aumentavano a dismisura, estrassi le dita e infilai due di queste nell'ano, le allargavo e le stringevo ancora ed ancora, spingendole sempre più in fondo.
La mia amica cominciava ad ansimare dal piacere ed il suo corpo era ricoperto da una pellicola di sudore che lo rendeva ancora più travolgente.
Da parte mia non riuscivo più a trattenermi, il pene cominciava a pulsarmi, la vena si era gonfiata e la cappella aveva raggiunto il massimo della dilatazione....
Feci sedere la mia amica e, senza troppi indugi, le infilai il pene in bocca.
Lo accolse prontamente e subito cominciò a leccarmi la cappella, poi l'asta e poi nuovamente la cappella, massaggiando con una mano i miei testicoli e tenendo con l'altra il mio sesso.
Resistetti pochissimo e, in breve, venni in bocca della mia amica che, data la grande quantità di sperma, non riuscì a trattenerla lasciandosene scivolare una parte sul mento e sul seno.
Nonostante fossi venuto il mio pene era ancora duro.
Lei, con abili colpi di lingua e di mano, seppe risucchiare le ultime gocce di sperma rimaste nel mio sesso lasciandomi stremato.
Ero esausto ma volevo continuare.
Feci sedere di nuovo la mia amica e cominciai a baciarle un piede, poi la caviglia.
Leccavo, baciavo ed andavo avanti; arrivai all'interno coscia e mi trovai davanti un mare di umori, era totalmente bagnata e con mia grande gioia mi ci tuffai, leccando come un forsennato....
Arrivai finalmente alla vagina, misi le gambe della mia amica sulle mie spalle e cominciai a leccare prima le labbra, poi il clito ed infine penetrai completamente la vagina con la lingua...
Era quello che avevo sempre sognato, leccare ore ed ore una vagina.
Mi sentivo appagato e sentivo la mia amica eccitata; a volte voleva sottrarsi alla mia presa ma la tenevo salda e continuavo.
Strinsi il clito con le labbra e poi, con i denti, lo tirai verso di me.
Lo tiravo, lo rilasciavo e lo leccavo nuovamente.
La mia amica stava per venire, lo sentivo e volevo che il getto dei suoi umori mi arrivasse dritto in bocca.
Così continuai a masturbarla con le dita, mentre con la bocca spalancata stavo di fronte alla vagina pronto a raccogliere ogni goccia del suo nettare.
Dopo non molto si dimenò con un spasmo violentissimo, tanto che a stento riuscii a trattenerla, e mi venne dritta in faccia.
Appena ebbe finito di versare i suoi umori nella mia bocca cominciai subito a recuperare ciò che mi era sfuggito, leccando avidamente la superficie del corpo sul quale si erano depositati.
Andai in cucina, presi un cetriolo e cominciai ad infilarglielo in vagina muovendolo, estraendolo ed affondandolo, alternando il vegetale al sollievo della mia lingua, che dopo ogni penetrazione massaggiava il clitoride tanto provato.
Feci alzare la mia amica, mi sedetti e la feci sedere sopra di me, con il mio membro dentro il suo ano.
Da questa posizione introdussi dita mie e sue in vagina, mentre con la bocca mi occupavo dei suoi capezzoli.
La posizione era fantastica, il pene e l'azione delle dita in vagina avevano sconvolto la mia amica che, oramai senza freni, si abbandonava alle emozioni ed al godimento che quella situazione le stava procurando.
Estrassi il pene dall'ano e, anche se mi ero ripromesso di non penetrarla, volevo che il mio pene si impregnasse dell'acro dell'ano e del dolce nettare della vagina in modo da dargli un sapore più forte.
Così mi decisi a fare una penetrazione flash, giusto il tempo di bagnare il membro, estrarlo ed accompagnarlo alla bocca della mia amica.
Non era grosso ma abilmente riuscì a farmelo ingrossare ed a farmi venire.
Le chiesi di spalmarsi lo sperma sui capezzoli e quando ebbe finito cominciai a leccarglieli.
A questo punto le chiesi di infilarmi due dita in culo, era la mia prima volta, anche se già da tempo avevo desiderato provare un'esperienza simile.
Mentre con la bocca mi ripuliva la cappella io divaricavo le gambe in modo da avere una penetrazione più profonda.
Era una sensazione strana, faceva male ma questo dolore era accompagnato da uno strano piacere che mi eccitava in un modo incredibile....
Non contento andai in cucina, presi una bottiglia di birra di quelle piccole col collo lungo e chiesi alla mia amica di introdursela prima in vagina e quindi di penetrarmi con la stessa quando fosse stata lubrificata al punto giusto.
Ammetto che, essendo ancora vergine, il dolore era abbastanza intenso, ma riuscivo comunque a sopportarlo ed a provare piacere.
Prima di andarcene feci sedere la mia amica, scaldai del miele e, lentamente, lo feci colare dall'alto delle spalle giù verso il seno ed i capezzoli.
La sensazione che si prova e' indescrivibile ed estremamente eccitante.
Ancor di più se, durante la colata, ti rilassi completamente, lasciando che il tuo partner ti masturbi il clitoride facendoti provare una sensazione inebriante e che con le sole parole è indescrivibile.

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